La Settimana Santa a Belvedere Marittimo

Sito del gruppo I fratilli, realizzato e curato da Antonio Cuda

Pasqua 14 (72Wx35H) - La mia anima esulta nel mio Dio. Le processioni

Ultimo aggiornamento:  05-03-19  

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  • La processione di penitenza al Calvario

   

Nel Registro delle Assemblee della Congrega di Maria SS. delle Grazie e Consolazione (manoscritto del Notaio Crispino D'Alessandro risalente all'anno 1767) troviamo:

 

Cap.VII: Spese annuali di nostra Congregazione. (...) Per anche è tenuta (la Confraternita) in ogni giovedì santo celebrare la Cena e far la lavanda a dodici poveri rappresentanti i santi apostoli somministrar loro, mezzo tum° di grano e dodici pani, e gna dieci ciascuno. La mattina di ogni venerdì santo sta obbligo di sua Congregazione di fare la solita processione di penitenza con tutti li Confrati vestiti di sacco, coll'invito di tutto il clero secolare e regolare e dell'altri Confrati laicati: accompagnare li sagri misteri della dolorosa Passione di nostro Signore Gesù Cristo e la Vergine madre addolorata per la visita dei santi sepolcri tanto nelle chiese parrocchiali dentro la città quanto in quelle di fuori dei Rev. P.P. Minimi e Cappuccini ed Agostiniani.

 


 

L'avvio da Via Annunciata (Chiesa di S. Agostino)

 


 

    Nel leggere "solita processione", la conclusione che può trarsi è che la processione di penitenza al Calvario risalga certamente ad un epoca anteriore al 1767! E questo fatto risulta evidente anche leggendo i due brani che seguono: tra le righe, infatti, sembra rilevarsi che quanto descritto sia qualcosa di consolidato nel tempo.

 

"Quest'ultima in ispecie attira dai paesi vicini moltissimi fedeli. Vengono portate al calvario distante dal paese circa un chilometro, molte statue che simboleggiano i misteri della passione di nostro Signore Gesù Cristo, tra le quali spiccano l'Addolorata, S.Giovanni Evangelista e la Veronica, che vi fu aggiunta nel 1911 per il dono che ne fece il pio sacerdote prof. Francesco Valente. Al ritorno del Calvario la processione va per le vie principali del paese, si ferma alquanto sulla pianura detta Praio, oggi Largo Castel Ruggiero, e traversa un vicolo dietro il palazzo dei sigg. Leo per un antico diritto di privilegio costituito con titolo autentico in favore dell'ex principe di Belvedere, allora proprietario di quel palazzo.

Fino all'anno 1872 fu conservata un'usanza religiosa che incuteva terrore e veniva praticata solo da uomini. Molti per adempiere ad un voto, si percuotevano pubblicamente con tappi di sughero irti di piccoli vetri le gambe, le braccia, e il costato, ad imitazione di Cristo. Il volgo li chiamava i vattinti, i quali avvolti in sacco per non farsi conoscere seguivano a piedi nudi la processione e ogni tanto si ripercuotevano bagnando le ferite con aceto. Questa usanza che fece svenire più di una donna fu in quell'anno proibita ad iniziativa del giudice Barbieri da Como e da quell'epoca non si è più ripetuta. Avvenne però nel Venerdì Santo dell'anno seguente che alcuni incogniti andarono di notte a percuotersi nel portone della casa abitata dal Barbieri, spargendovi qua e là il sangue delle loro ferite. Io ricordo benissimo il fatto e la barbara usanza degli anni precedenti.

Soleva andare per le vie del paese, dopo la cerimonia del Giovedì Santo al Sepolcro e seguire la processione del Venerdì seguente un uomo in veste rossa dando, ogni tanto, fiato ad una tromba per simboleggiare uno di quei giudei che andavano in cerca di Gesù per catturarlo. Ricordo che quest'uomo era un tale Francesco Liparoti, soprannominato Ciciotto e dopo la sua morte continuava lo stesso uffizio il primo dei suoi figli. Questa usanza conservata da secoli fu abolita sotto il regime dell'arciprete don Carmelo Leo nel 1945" (tratto da: Memorie e studi sulla città di Belvedere Marittimo denominata Blanda dagli antichi del Prof. Comm. Vincenzo Nocito - riedizione del 1947).

 

"Al 1860 si proibì in Bonifati e Belvedere la processione del Cristo nudo: persone molte il seguiano con acqua e aceto, e faceano lo stesso" (tratto dagli scritti di Vincenzo Padula).

 

    A conferma delle mie deduzioni si pone uno studio di Mons. Cono Araugio, parroco di Belvedere Marittimo, che nel suo libro Belloviderii (Ed. La Poligrafica - 2006) scrive:

 

 "Nella chiesa di San Giacomo Apostolo il maggiore viene messa dai Fratelli della Confraternita una campana in bronzo fuso, con figura di Madonna con Bambino e la scritta: ANNO DOMINI 1546 ORA PRO NOBIS MATRONA. Possiamo far risalire a questo periodo la nascita delle manifestazioni della Settimana Santa e la Processione del Venerdì Santo, che ancora oggi si accompagna alla vita spirituale della città".

 


 

  

Via Antonio Pepe (andata)                             Via Antonio Pepe (ritorno)

 


 

    L'avvio alla processione avviene nel Santuario "Maria SS. delle Grazie e Consolazione" verso le 9.00 e per le 9.30 le statue sono più o meno pronte sul sagrato dello stesso Santuario. Uno squillo della "tromba", con il relativo risuonare dei firri, maschitti, macinilli, tocca-tocca e tric-trac dà inizio alla processione. Le tre croci delle confraternite aprono la processione seguite dai fratilli, dal "Cristo" e dalle 10 statue.

    La banda musicale S. Cecilia, posizionata tra la statua de "Il Crocifisso" e quella de "La Bara del Cristo morto" inizia il proprio servizio con l'esecuzione di una "nuova" marcia. Salendo per Via Annunciata e passando per il corso principale tra le due piazze (piazza Dante e piazza Amellino), ci si reca, per uno stretto vicolo, alla chiesa del SS. Crocifisso: entrati da una stretta porta laterale la si attraversa uscendone dal portone principale. Si ritorna sul corso principale tra le due piazze e si percorre tutta via XX Settembre.

    Discendendo per un ripidissimo viottolo, composto da gradini, si lascia il Centro Storico e si raggiunge rapidamente via Antonio Pepe (l'Acquaro) dove la processione si riversa presentandosi in tutta la sua lunghezza: qualche migliaio di persone su un rettilineo stradale di circa trecento metri.

    Salendo per la strada che conduce alla chiesa di S. Francesco di Paola al Seminario, si giunge alla stessa chiesa. Attraversandola interamente, ci si ritrova di fronte una dura salita.

    Ma da qualche anno, l'itinerario ha subito una piccola modifica: dopo Via Antonio Pepe si percorre un tratto di Via dei Padri Cappuccini per poi inerpicarsi per una dura salita.

 


 

 


 

   A breve distanza dal Centro Storico di Belvedere Marittimo sorge infatti un collinetta che da tutti i cittadini viene chiamata "Calvario", il monte, cioè, che ricorda il Golgota, il luogo della crocifissione di Gesù Cristo. In occasione del Giubileo Straordinario di Papa Pio XI nel 1933, su questo luogo venne eretta una croce in ferro alta ca. 12 metri, alla base della quale una lapide in marmo riporta la seguente iscrizione:

 

ADORAMUS TE, CHRISTE,

ET BENEDICIMUS TIBI,

QUIA PER SANCTAM CRUCEM TUAM

REDEMISTI MUNDUM

 

J. A. MCMXXXIII

 

    A questo punto tutta l'attenzione si sposta per alcuni minuti alla testa della processione: colui che rappresenta il Cristo si appresta ad affrontare la difficile salita dove cadrà per ben tre volte e i fratilli, a cappuccio abbassato, lo circondano con una catena umana. Dopo la terza caduta l'attenzione ritorna nuovamente al resto della processione ed alle statue che pian piano affrontano la salita al Calvario.

    Via via che la processione giunge al Calvario si ricostruisce la scena della Crocifissione e dell'Agonia di Cristo sulla croce: la statua de "Il Crocifisso" viene issata sulla croce metallica mentre le statue de "L'Addolorata" e di "San Giovanni Evangelista" vengono poste sui due lati della croce, l'una a sinistra, l'altro a destra.

    Per alcuni minuti il Predicatore si rivolge ai fedeli con una breve omelia. Poi li benedice con un piccolo Crocifisso che va riporre nelle braccia de "L'Addolorata". A questo punto la processione riprende il cammino per ritornare nel Centro Storico di Belvedere Marittimo.

 


 

La Crocifissione ed Agonia

   


 

    Discendendo dal calvario sul lato del Convento dei P.P. Cappuccini "S. Daniele", si raggiunge nuovamente l'Acquaro per ripercorrere via Antonio Pepe in senso inverso: è in questo momento che la processione raggiunge il numero massimo di partecipanti.

    Si affronta la salita che porta alla chiesetta di S. Lucia per poi ritornare su via XX Settembre e percorrerla in senso inverso. Attraversata la Porta Medievale, si sale per via M. Mistorni e dopo una serie di vicoli si giunge a Largo Castel Rugiero ove la processione sosta per alcuni minuti.

    Negli ultimi anni, in seguito ad alcuni lavori di rifacimento della pavimentazione del Centro Storico, l'itinerario ha subito un'ulteriore modifica: dopo aver superato la salita di S. Lucia, la processione, salendo per Corso Castel Ruggiero, giunge direttamente a Largo Castel Ruggiero ove la processione sosta per alcuni minuti.

    Nel riprendere il cammino la processione procede alla volta di via S. Nicola, ma, mentre i fratilli e le prime otto statue attraversano uno stretto vicolo, "L'Addolorata" e "San Giovanni Evangelista" si portano in via S. Nicola dalla strada principale per attendere il passaggio delle altre otto statue e ricongiungersi ad esse (l'incontro o l'Incontrata).

    La processione, attraversando via Florello Dini e sostando alquanto sulla piazzetta antistante la chiesa del SS. Rosario, giunge alla chiesa matrice di S. Maria del Popolo, ove vengono lasciate tre statue: "Il Crocifisso", "L'Addolorata" e "San Giovanni Evangelista" per la Commemorazione dell'Agonia che avverrà nella serata del Venerdì Santo. Riattraversando in senso inverso la Porta Medievale, le sette statue rimaste attraversano il corso principale tra le due piazze e scendono per via Annunciata sino a giungere sul sagrato del Santuario "Maria SS. delle Grazie e Consolazione".

    Sono le 13.00 circa: i fratilli in ginocchio, salutano il rientro in chiesa delle sette statue rimaste battendosi il petto con 'i firri, mentre riecheggiano il suono della tromba e di tutti gli altri strumenti della tradizione popolare della Settimana Santa di Belvedere Marittimo.

 


 

Al Castello (dal 1997 al 2000)

 


 

  • Le processioni serali

GIOVEDI' SANTO

 

    La sera del Giovedì Santo dal Santuario "Maria SS. delle Grazie e Consolazione" si avvia la processione che, con statue dell''Ecce Homo e dell'Addolorata precedute dai fratilli, si dirige verso la chiesa di S. Maria del Popolo.

    In questa chiesa, nel frattempo, è in corso di svolgimento la "Commemorazione della Passione". La processione, giunta davanti al portone della chiesa di S. Maria del Popolo, si ferma ed attende che il Predicatore faccia entrare le statue, chiamandole una per volta. Entrambi gli ingressi delle statue sono sempre preceduti della fila dei fratilli.

    Terminata la funzione, la processione riprende per far ritorno nel Santuario "Maria SS. delle Grazie e Consolazione" accompagnata dalla banda musicale.

 

   

I fratilli                                                                   Ecce Homo                                                           L'Addolorata

 


 

VENERDI' SANTO

 

    Nella chiesa di S. Maria del Popolo, la sera del Venerdì Santo dopo l'adorazione della Croce, inizia la "Commemorazione dell'Agonia" chiamata anche "Le sette parole di Gesù in croce" con il canto dei versi di Pietro Metastasio "Alle tre ore di Agonia".

    Nella chiesa si ricostruisce la scena del Calvario con le statue del Crocifisso, dell'Addolorata e di S. Giovanni Evangelista, lasciate appunto in questa stessa chiesa la mattina, di ritorno dal Calvario.

    Nel frattempo i fratilli, dopo essersi radunati presso il Santuario "Maria SS. delle Grazie e Consolazione" per ricomporre la fila, sono giunti davanti la chiesa di S. Maria del Popolo in tempo con la conclusione della Commemorazione dell'Agonia.

    Si ricompone così la processione, con in testa le tre croci delle confraternite e i fratilli, che fa ritorno nel Santuario "Maria SS. delle Grazie e Consolazione" accompagnata dalla banda musicale.

 

   

I fratilli                                                                    Il Crocifisso                                        S. Giovanni Evangelista

 

 

L'Addolorata

 


 

 

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